
Le principali commodity agroalimentari stanno attraversando una fase di riallineamento complesso: volatilità estrema sul cacao, tensioni logistiche sul grano, segnali di deficit sullo zucchero e un mercato degli oli che oscilla tra scorte elevate e rischi climatici crescenti. L’estate 2026 delinea un quadro in cui clima, geopolitica e domanda industriale ridisegnano i fondamentali delle filiere bakery e chocolate.
Cacao: la volatilità torna a dominare la scena
Il cacao resta il mercato più instabile dell’estate. I prezzi si avvicinano nuovamente ai massimi del 2025, spinti da raccolti in difficoltà in Côte d’Ivoire e Ghana, pressione da black pod disease e scorte ridotte lungo la filiera. Il rischio El Niño amplifica la sensibilità del mercato, alimentando posizionamenti speculativi.
La polvere si rafforza, mentre il burro resta frenato da stock elevati: una divergenza che conferma la complessità del quadro e l’importanza di una gestione attenta delle coperture.
Grano: logistica fragile e raccolti disomogenei
Il grano europeo registra un incremento dei prezzi del 10% dall’inizio del conflitto in Medio Oriente. Le difficoltà non derivano solo dai fondamentali, ma da un sistema logistico sotto pressione: livelli d’acqua bassi su Mosella, Reno e Danubio rallentano i flussi e aumentano i costi.
La stagione europea è segnata da caldo e siccità, mentre gli USA affrontano condizioni difficili per il grano primaverile. Le scorte restano ampie, ma il mercato è più vulnerabile di quanto sembri.
Zucchero: segnali chiari di un ciclo di deficit
Il mercato globale dello zucchero si sta spostando verso una fase di deficit, con output inferiore alle attese in India, Thailandia ed Europa. I monsoni deboli e la domanda di etanolo in Brasile aggiungono pressione.
In Europa, le ondate di calore hanno ridotto le rese della barbabietola in Francia e Germania. Per il 2026/27 si apre la possibilità di ricorrere a importazioni duty‑paid, con impatti diretti sui prezzi spot.
Oli & Grassi: equilibrio instabile tra scorte e clima
Gli oli vegetali mostrano un andamento bifronte:
- palm e palm kernel oil sono sostenuti dal rischio El Niño e dalla domanda biodiesel in Indonesia,
- la soia beneficia di condizioni favorevoli negli USA,
- il girasole resta condizionato da una logistica complessa nel Mar Nero,
- la colza è sostenuta dalla domanda europea per biofuel e da tensioni logistiche interne.
Il quadro complessivo resta volatile, con prospettive di rialzo nel medio periodo.
Dairy: proteine in tensione, prezzi in graduale risalita
Il comparto dairy si sta riequilibrando, ma le proteine restano il principale driver di costo.
Lo SMP è sostenuto da domanda forte e disponibilità ridotta, mentre WMP e burro mostrano segnali di recupero graduale verso il 2027. Le scorte restano elevate, ma la disponibilità di latte potrebbe ridursi, creando un contesto più teso.
Packaging: plastica ancora cara, carta stabile ma sotto pressione
La plastica si è parzialmente corretta dopo la fase di panic buying, ma i costi restano elevati per via dei feedstock e delle tensioni geopolitiche.
La carta mostra un mercato debole, con domanda contenuta e sovrapproduzione in EU, mentre il cartonboard registra pressioni al rialzo, soprattutto negli USA.
Energy: un amplificatore della volatilità
Il Brent resta sostenuto dalle tensioni nello Stretto di Hormuz e dalla domanda asiatica.
Il gas europeo è ai livelli di stoccaggio più bassi dal 2009, con prezzi sensibili a ogni oscillazione climatica.
L’elettricità in Belgio e Francia risente della bassa disponibilità nucleare e della domanda di raffrescamento.
Lettura strategica
Il 2026 si conferma un anno di volatilità trasversale. Clima, geopolitica e domanda industriale stanno riscrivendo le dinamiche delle principali commodity, con impatti diretti sulle filiere bakery e chocolate. La capacità di interpretare questi segnali diventa un elemento strategico, soprattutto in vista del 2027, quando diversi mercati potrebbero entrare in una fase di tensione strutturale.





